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Bruno Dallapiccola – Premio Stampa

1 Bruno DallappiccolaProfessore ordinario di Genetica Medica dal 1979 al 2009, ha svolto l’attività accademica presso le Università Tor Vergata e La Sapienza di Roma e di Urbino. E’ stato Direttore Scientifico dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, IRCCS di San Giovanni Rotondo e dell’Istituto Mendel di Roma.
E’ Direttore Scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, IRCCS. E’ membro del Consiglio Superiore di Sanità, del Comitato Nazionale per la Bioetica e del Gruppo Misto CNB/CNBBSV. E’ rappresentante dell’Italia nell’European Union Committee of Experts on Rare Diseases (EUCERD) ed è responsabile dell’interfaccia italiana di Orphanet, il più importante database a livello mondiale per le malattie rare. E’ membro dell’Orphan-Europe Academy e di numerose società scientifiche. E’ stato presidente e fondatore della Società Italiana di Genetica Medica, della Società Italiana di Genetica Umana, della Società Italiana di Citogenetica Medica, della Federazione Italiana per lo Studio delle Malattie Ereditarie e Membro dell’European Society of Human Genetics. E’ autore di oltre 790 pubblicazioni internazionali che hanno riguardato in particolare la genetica clinica, l’identificazione di nuove malattie, lo studio delle correlazioni genotipo-fenotipo e la mappatura e il clonaggio di oltre 50 geni-malattia, soprattutto relativi a malattie rare o molto rare.

Giorgio Resca – Premio alla Carriera

2 Giorgio RescaGiorgio Resca, scomparso nel novembre 2014 a 74 anni, è stato a lungo il responsabile della redazione di Ferrara del Resto del Carlino. Per più di vent’anni è stato il punto di riferimento dell’informazione a Ferrara e provincia. Fondamentale per la sua attività professionale come per tutti gli altri momenti della sua vita è stata la formazione: il Liceo classico Ariosto, Casa Cini con padre D’Ascenzi, la ricerca, le letture e lo studio personali.
Per questa sua preparazione e curiosità venne segnalato al Carlino dove iniziò come collaboratore, poi fu assunto da Giovanni Spadolini e divenne in breve tempo il responsabile della redazione. All’epoca – erano gli anni ’70 – Resca guidava una piccola squadra con il vice Giordano Magri e Andrea Botti cui si aggiungerà Vito De Santis. Attorno, una schiera di corrispondenti e collaboratori. La domenica mattina era consuetudine passare in redazione e dibattere dei fatti avvenuti nel corso della settimana.
Uomo di grande cultura, Resca sapeva mettere a frutto, nella difficile quotidianità di un giornale, le sue doti migliori impastate di capacità, competenza, equilibrio e buon senso. Era anche ironico e disincantato ma con in testa obiettivi grandi quanto semplici: un’informazione corretta e non gridata, una maggiore giustizia sociale, meno egoismo, una politica più seria e capace. Non per questo lasciava immune da colpe la società civile.
Accettò la carica di presidente dell’Associazione Stampa e anche in questo caso dette testimonianza di capacità ed equilibrio, doti confermate quando fu eletto revisore dei conti dell’Ordine regionale dei giornalisti.
Resca uomo di impegno civile, dunque, ma anche capace di discernere il bello e di goderne gli effetti: nell’arte come nella letteratura, nella gastronomia (divenne sommelier) come nello sport: tennis, ciclismo, golf ma soprattutto autoregolarità (vinse decine di gare a cominciare da innumerevoli Rally della stampa). Gli ultimi anni della sua attività professionale Resca li trascorrerà come vice direttore centrale nella sede di Bologna.

Alberto Lazzarini

 

Nicola Bianchi – Giornalista dell’anno

Nicola Bianchi, nato a Portomaggiore il 7 gennaio 1978. Laureato in Lettere Moderne all’Università di Ferrara il 17 marzo 2004 con una tesi sulle oltre trecento rime di Michelangelo Buonarroti. Il 2 dicembre 2004 a Roma conclude i due anni di corso al Centro Lab di giornalismo e tecniche audiovisive ottenendone la specializzazione. Nel 2003 comincia a scrivere per il Resto del Carlino mentre nel 2004 ottiene l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti. Nel 2005, per quasi un anno, lavora nella sede centrale di Bologna del Resto del Carlino. Il 19 luglio 2007 diventa giornalista professionista passando l’esame di stato a Roma dove all’orale presenta una tesina sul caso di Federico Aldrovandi. Nello stesso anno (2007) viene assunto nella redazione ferrarese del Resto del Carlino dove nel 2009 ne diventa il vice capo servizio. A dicembre 2013 comincia ad occuparsi del caso irrisolto di Willy Branchi: da ottobre 2014 e per due mesi consecutivi (praticamente tutti i giorni) il Carlino Ferrara e Qn pubblicheranno servizi con gli sviluppi della vicenda. Il 10 novembre 2014 la Procura di Ferrara riaprirà, a quasi 27 anni dall’omicidio, l’inchiesta sulla morte di Willy avvenuta la notte del 29 settembre 1988 a Goro. Il tutto grazie all’intervista di Bianchi all’ex parroco del paese nella quale il sacerdote fece i nomi dei presunti colpevoli e il possibile movente. Inchiesta ancora oggi aperta. L’1 luglio 2015 esce il libro ‘Storia di Willy e di Valeriano Forzati presunto colpevole’ scritto a quattro mani da Nicola Bianchi e Giacomo Battara, edito da Minerva, che ripercorre tutta la vicenda. È sposato con Loretta Pretto dal luglio 2013

Menzione Speciale

GiBi Fabbri

La storia che lega Gibì Fabbri a Ferrara inizia nel 1955: presidente Paolo Mazza, allenatore Fioravante Baldi. Battista aveva 29 anni: era nato nel 1926 al Poggetto di San Pietro in Casale. Il papà aveva otto figli: due soldati in Grecia e Albania e quattro sorelle. Alla Spal sarebbe tornato una volta ogni decennio: nel ’63 per la prima volta da allenatore, vincendo lo scudetto Primavera con Bigon, Capello, Reja e Pasetti. Negli anni ’70 Gibì ha fatto fortuna: a Piacenza guidò la squadra dei record, promossa in B con 69 gol fatti, a Vicenza costruì il Real Vicenza, inventò Paolo Rossi centravanti regalando indirettamente un titolo mondiale all’Italia di Bearzot. Quel Lanerossi arrivò secondo alle spalle della Juve: giocava il calcio totale all’olandese, che oggi è il calcio di tutti e allora era un’intuizione sconosciuta in Italia che riempiva gli stadi e faceva di Gibì un grande innovatore e inventore di un calcio spettacolare e indimenticabile. Vinse così il Seminatore d’oro degli allenatori italiani, vinto con 28 voti contro 3 di Carosi e uno di Renna. Gibì portò questo patrimonio ad Ascoli, portando Costantino Rozzi a una storica qualificazione per la Coppa Uefa. Nell’87-’88 il ritorno alla Spal e la nomina a cavaliere del lavoro: Gibì prese i biancazzurri in zona retrocessione e li portò nei quartieri alti. Ma il suo capolavoro a Ferrara arrivò negli anni ’90: vinse prima la C2 e poi la C1, restituendo ai biancazzurri la B. Gbì portò il suo calcio ruspante ma appassionante, al <Mazza> c’erano ventimila spettatori fissi, le rivali sepolte di gol. Ed è per questo clima coinvolgente, per questo gioco sempre spettacolare, per il suo carattere gioviale e brillante, per i suoi metodi e le sue battute sempre originali e controcorrente che almeno un paio di generazioni si sono legate al suo ricordo con un affetto e una riconoscenza che non conosce il passare del tempo ed anzi si alimenta a ogni gara con i cori della curva, i pensieri dei tifosi, il ricordo di una città. Forse altri allenatori hanno fatto per Ferrara cose grandi e indimenticabili: Gibì ne ha però interpretato meglio di tutti la passione raffinata per il bel calcio, l’anima contadina e concreta e la sua capacità di distinguersi da tutti e per sempre fosse anche solo per un nome, un’idea, un sogno. Paolo Rossi lo ricorda così: <Non ho mai trovato alcun allenatore che avesse la sua semplicità>.  Ma forse la battuta che lo tratteggia di più è la sua: a chi gli chiedeva se fosse preoccupato per la partita imminente col Monza, rispose: <Macchè! Sono preoccupato per le mie pere… con quella grandinata domattina chissà cosa trovo!>. Grazie Gibì, quello che ci hai insegnato va ben oltre il calcio. E si chiama vita.

Corrado Piffanelli

Alfio Ghedini

5 Alfio GhediniE’ nato a Bondeno, il 14 marzo 1940, deceduto a Ferrara il 3 aprile 2015, per oltre quarant’anni dirigente provinciale del partito socialista, nonché uomo delle istituzioni.
Nel 1964, entra in Consiglio comunale a Bondeno, dove rimane fino al 1994, e dove ricopre da subito l’incarico di assessore al Bilancio. Dal 1975 al 1985 è vicesindaco. Dal 1989 al 1991, è Presidente Assemblea Usl, incarico dal quale si dimette in quanto contrario all’operazione Cona. Dal 1989 al 1991 è Presidente dell’Acft (oggi Ami) di Ferrara.
Dal 2000 al 2005 è vicepresidente Arni (Agenzia Regionale per la Navigazione Interna). Dal 2005 al 2010, responsabile organizzativo regionale per le federazioni provinciali del partito (divenuto Sdi).
Durante la sua vita politica e istituzionale, ha scritto decine di interventi sui quotidiani locali, trattando delle numerose trasformazioni dei partiti. Non ha mai cambiato partito, rimanendo fedele ai suoi ideali. Ha svolto attività politica credendo nel valore del dibattito pubblico favorito dalla corretta informazione, quella capace di smuovere le coscienze.
Ha trasmesso questa passione alla figlia e nostra collega Camilla

La pubblicazione del Premio Stampa 2015
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Premio Stampa 2015

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 Servizio “ConsiglioWeb” del Comune di Ferrara

La rassegna stampa