Tra apprezzamenti e applausi la mostra “L’arte incontra l’informazione” , promossa dall’Associazione Stampa Ferrara con il contributo dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, è entrata nel palazzo municipale di Ferrara, mentre già si pensa di consolidare il progetto e di riproporlo nei prossimi anni. Dall’8 al 20 giugno 2026, infatti, l’esposizione dei lavori degli allievi del Dosso Dossi che hanno partecipato al bando per realizzare il Premio Stampa Ferrara 2026 è stata ospitata, con il patrocinio del Comune di Ferrara, nella sala Albo Pretorio del palazzo comunale, visitabile negli orari di apertura del municipio (piazza del Municipio 2).

La rassegna – che già aveva ottenuto consensi nel precedente allestimento nella Prefettura ferrarese, tra metà aprile e fine maggio – è stata inaugurata in municipio l’8 giugno, con la partecipazione dell’assessore comunale alla Pubblica Istruzione Chiara Scaramagli, di Antonella Vicenzi (presidente di Assostampa Ferrara), Alberto Lazzarini (vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna) e per il Dosso Dossi, del professor Raffaele Vitto, della professoressa Simona Rondina e di una rappresentanza di docenti e studenti.

L’inaugurazione è stata aperta da un breve intervento della presidente Vicenzi, che ha ringraziato in particolare “l’istituto Dosso Dossi per il grande risultato ottenuto”, auspicando che il bando possa essere ripetuto anche per le prossime edizioni del Premio Stampa Ferrara.

“Questa mostra – ha affermato l’assessore Scaramagli – è un esempio concreto di come la creatività dei giovani possa dialogare con temi fondamentali come l’informazione, la ricerca della verità e il pensiero critico. Portare queste opere negli spazi del Municipio significa valorizzare il talento degli studenti del Dosso Dossi e, allo stesso tempo, avvicinare la cittadinanza al loro sguardo sul mondo. Il percorso promosso da Assostampa Ferrara e dall’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna dimostra quanto sia importante costruire occasioni di incontro tra scuola, cultura e informazione, offrendo ai ragazzi opportunità per esprimersi e confrontarsi con la realtà contemporanea”.

La professoressa Rondina ha poi ricordato l’iter seguito dall’iniziativa e, ringraziando il professor Vitto e gli studenti, ha accolto l’invito della presidente dell’ASFe e spiegato come l’istituto abbia l’intenzione di continuare la collaborazione. Intenzione evidenziata anche da Lazzarini, per l’Odg dell’Emilia-Romagna, che ha ribadito l’importanza della collaborazione tra mondo della scuola e informazione. Il professor Vitto ha poi sottolineato la qualità dei lavori proposti e l’impegno degli studenti, mentre alcune delle ragazze che hanno partecipato al bando hanno evidenziato l’importanza dell’ esperienza affrontata.

IL CONCORSO

Il Premio Stampa Ferrara 2026 – assegnato ai lavoratori di Telestense lo scorso 11 aprile – è stato realizzato per la prima volta con bando dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna e dell’Associazione Stampa Ferrara rivolto alle studentesse e agli studenti del liceo artistico Dosso Dossi. Hanno partecipato 20 lavori, di grande qualità, eseguiti dagli studenti della 5^ J dell’istituto ferrarese, con il professor Raffaele Vitto che insegna discipline plastiche e pittoriche.

I lavori sono stati esaminati dalla giuria composta da Elisa Leonini, docente di discipline plastiche e scultoree del Liceo Artistico “Dosso Dossi” di Ferrara, Massimo Marchetti, docente di lingua e letteratura italiana del Liceo Artistico “Dosso Dossi” di Ferrara, Alberto Lazzarini, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, Gino Perin, vicepresidente dell’Associazione Stampa Ferrara e Antonella Vicenzi, presidente dell’Associazione Stampa Ferrara.

 

I PARTECIPANTI

Questi gli studenti partecipanti, il titolo delle loro opere e i materiali con cui ciascuna di esse è stata realizzata.

Carlotta Roccati, Ferrastampa, 2026. Terracotta patinata e filo di ferro.

Anna Brancaleon, Flusso, 2026. Terracotta patinata e gesso.

Barboni Zambolin, Spicco, 2026. Terracotta patinata e foglia oro.

Alice Orsatti, Origini, 2026. Terracotta patinata.

Luca Procentese, Verso la libertà, 2026. Terracotta patinata e gesso.

Viola Mantovani, Custode, 2026. Terracotta patinata e gesso.

Maria Stella Santinato, Pieghe daria, 2026. Gesso patinato, fil di ferro e pietra.

Martina Mazzanti, La forma del ricordo, 2026. Terracotta patinata.

Federico Brandini, Impronte, 2026. Terracotta patinata e legno.

Milla Venitucci, Traiettoria di una notizia, 2026. Fil di ferro, nylon e pietra.

Sofia Toschi, Acta, 2026. Terracotta patinata.

Martina Dalla Ca’, Segni del passato, 2026. Terracotta patinata e legno.

Artemide Latini Benuzzi, Stampa! , 2026. Terracotta patinata.

Anna Rita Sorrentino, Parole, 2026. Terracotta patinata e fil di ferro.

Isabel Marino, News, 2026. Terracotta patinata.

Emma Marcacci, Intrecci dinchiostro, 2026. Terracotta patinata.

Serena Zheng, Cè ancora un domani, 2026. Terracotta patinata, gesso e pietra di Vicenza.

Sabrina Passilongo, Via delle volte, 2026. Terracotta patinata e pietra di Vicenza.

Ambra Casarin, Libertà, 2026. Terracotta patinata.

Alice Antonucci, Così è, 2026. Terracotta patinata.

 

I PREMI

Opera Vincitrice – Premio Stampa Ferrara,  “Acta”, realizzata da Sofia Toschi.

Gli acta erano le cronache che nel mondo latino hanno fondato la pratica dell’informazione quotidiana. Da quel mondo giunge anche l’eleganza classica di una testa femminile alata che rilegge il mito di Mercurio, messaggero degli dei, e al contempo omaggia l’arte ferrarese di Dosso Dossi. Ogni dettaglio, dalla resa accurata del volto alla definizione del piumaggio, concorre a trasformare questa terracotta nel simbolo di un pensiero ispirato che governa, nel passato come nel presente, la missione di indagare, verificare e diffondere le notizie in una comunità.

La giuria ha proceduto anche con due menzioni speciali.

La prima a “Segni del passato” di Martina Dalla Ca’.

L’opera, attraverso il semplice calco del profilo di una piuma sulla terra ferrarese, evoca con eleganza la relazione tra testimonianza e scrittura che è alla base della pratica del giornalismo. Questa traccia, con la sua fragile preziosità, restituisce anche i rischi di un mestiere costantemente minacciato nelle sue funzioni.

La seconda menzione a “Intrecci di inchiostro”, opera di Emma Marcacci.

L’opera si è distinta per l’originalità con cui riesce a saldare l’identità locale con il valore del giornalismo: il pane ferrarese, simbolo di una terra e del suo nutrimento, si trasforma nel profilo di una penna che, incidendo, traduce un pensiero individuale in un messaggio per la collettività.

 

Fotografia in apertura e fotogalleria di Federico Vecchiatini